UNA GOCCIA NEL MARE. MA UN PICCOLO SUCCESSO CHE VALE LA PENA CONDIVIDERE.
Non possiamo intervenire su tutti i bandi, segnalare ogni incongruenza o contestare ogni requisito discutibile che viene pubblicato.
Le criticità che riguardano il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze degli Psicologi sono tante. E le risorse a nostra disposizione sono limitate.
Ma quando possiamo, cerchiamo di fare la nostra parte.
Questa volta è arrivata una risposta positiva dall’Università degli Studi di Foggia.
CHE COSA È SUCCESSO?
Con un’istanza datata 9 ottobre 2026, in qualità di Presidente di MetaPsi APS, ho chiesto all’Università degli Studi di Foggia chiarimenti e il riesame dell’articolo 2 del bando DR 2005/2026, relativo alla borsa di studio e ricerca post lauream «Le due sfide per il Benessere Psico-Sociale nella Città Universitaria di Foggia».
Nella versione originaria, il bando richiede, oltre alla laurea magistrale in Psicologia o altro titolo ammesso e all’iscrizione all’Albo degli Psicologi, un diploma quadriennale di specializzazione in Psicoterapia e/o Psicologia Clinica, riconosciuto dal Ministero, e la relativa abilitazione all’esercizio della psicoterapia.
Un requisito che preclude la partecipazione agli Psicologi privi di tale specializzazione, anche quando possiedono competenze ed esperienze pertinenti alle attività indicate nel bando.
Eppure, l’articolo 6 attribuisce fino a 10 dei 15 punti disponibili per la valutazione dei titoli proprio alle esperienze pertinenti di counseling e supporto all’apprendimento rivolte a studenti universitari o AFAM.
Una circostanza che rende particolarmente importante chiarire il rapporto tra le attività previste dal progetto e la specializzazione richiesta come condizione preliminare di accesso.
Per questo abbiamo chiesto all’Ateneo di precisare le attività effettivamente previste, chiarire le ragioni tecnico-scientifiche del requisito specialistico e valutarne l’eventuale rettifica.
LA RISPOSTA DELL’UNIVERSITÀ
Il 14 ottobre 2026 è arrivata la risposta ufficiale dell’Università degli Studi di Foggia:
«La richiesta è stata accolta. L’Ateneo sta procedendo con un decreto di proroga dei termini di scadenza e rettifica dei requisiti di ammissione.»
Un riscontro positivo, che accogliamo con soddisfazione.
Naturalmente, sarà necessario attendere la pubblicazione del decreto per conoscere le modifiche effettivamente apportate e verificare i nuovi termini di partecipazione.
PERCHÉ CONDIVIDERE QUESTO RISULTATO?
Non è una rivoluzione. Non risolve i problemi della professione. È una goccia nel mare.
Ma dimostra che un intervento motivato, documentato e rispettoso delle istituzioni può produrre risultati concreti.
Non si tratta di sminuire il valore delle specializzazioni, né di contrapporre gli Psicologi sulla base dei loro percorsi formativi.
Si tratta di sostenere un principio semplice:
Le competenze dello Psicologo devono essere riconosciute e valorizzate nella loro interezza, senza ricondurre automaticamente ogni attività psicologica alla necessità di una formazione specialistica in psicoterapia.
La Legge 56/1989 riconosce alla professione di Psicologo un insieme ampio di attività, comprendenti prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione, sostegno, sperimentazione, ricerca e didattica in ambito psicologico.
La psicoterapia rappresenta una specifica attività professionale, per il cui esercizio è richiesta la formazione prevista dalla legge, ma non esaurisce l’intero campo di competenze dello Psicologo.
Questo non significa che un’università non possa prevedere requisiti specialistici per determinate attività.
Significa che la scelta dei requisiti dovrebbe essere coerente con le funzioni effettivamente previste e adeguatamente motivata, soprattutto quando determina l’esclusione dalla selezione di professionisti regolarmente iscritti all’Albo.
È questo il principio che abbiamo inteso sostenere.
Ringrazio l’Università degli Studi di Foggia per l’attenzione riservata alla nostra istanza e per la disponibilità dimostrata nel procedere al riesame.
UN PICCOLO RISULTATO, UN IMPEGNO CHE CONTINUA
So bene che MetaPsi non può occuparsi di tutto.
Non possiamo esaminare ogni bando, intervenire su ogni criticità o seguire ogni questione che interessa la professione.
E il lavoro da fare è ancora enorme.
Ma credo che anche questi piccoli risultati meritino di essere condivisi.
Non per attribuirci meriti straordinari, ma per trasmettere un messaggio al quale tengo particolarmente:
MetaPsi ha a cuore la professione di Psicologo.
E, nei limiti delle proprie possibilità, cerca di dimostrarlo con i fatti.

