MetaPsi non nasce come nome più o meno gradevole. Nasce come comunità.

Nasce dall’incontro di Psicologhe e Psicologi che hanno riconosciuto un bisogno condiviso: restituire visibilità, dignità e riconoscimento al ruolo terapeutico dello Psicologo, senza ridurre la cura psicologica alla sola psicoterapia.

Per questo MetaPsi rappresenta un esempio virtuoso di psicologia di comunità. Non si limita a discutere problemi professionali, ma lavora sul contesto culturale che li produce. Costruisce rete dove c’è isolamento. Costruisce linguaggio dove c’è confusione. Costruisce partecipazione dove c’è rassegnazione.

La psicologia di comunità non si occupa soltanto delle persone, ma anche delle relazioni, delle rappresentazioni sociali e delle comunità a cui appartengono. MetaPsi applica questa prospettiva alla professione psicologica.

Per anni molti colleghi hanno interiorizzato l’idea di essere incompleti senza una scuola di psicoterapia. Hanno imparato a definirsi per ciò che non sono, anziché per ciò che sono. MetaPsi prova a invertire questa prospettiva, ricordando che lo Psicologo è un professionista sanitario con competenze proprie, responsabilità proprie e una funzione terapeutica che non coincide esclusivamente con la psicoterapia.

Quando analizza un bando, corregge un’informazione pubblica, costruisce un glossario o promuove un dibattito professionale, MetaPsi non sta facendo soltanto tutela della categoria. Sta facendo un intervento comunitario. Sta agendo sul contesto che produce disinformazione, svalutazione professionale e confusione nei percorsi di cura.

Questo lavoro non tutela solo gli Psicologi. Tutela anche i cittadini.

Un cittadino informato male sceglie male. Se gli viene raccontato che lo Psicologo fa soltanto consulenza o che la cura coincide esclusivamente con la psicoterapia, riceve una rappresentazione incompleta della salute psicologica e delle possibilità di intervento.

MetaPsi lavora per rendere questa rappresentazione più chiara, più ampia e più aderente alla realtà professionale.

La sua forza sta nel trasformare esperienze individuali in consapevolezza collettiva. Chi si sente isolato scopre di non essere solo. Chi pensa di avere un problema personale scopre che quel problema riguarda spesso un’intera cultura professionale. Chi si sente “meno” può tornare a riconoscere il valore della propria identità professionale.

MetaPsi non sostituisce Ordini, Università o istituzioni. Svolge però una funzione culturale importante: promuove confronto, verifica, partecipazione e consapevolezza.

In questo senso è un esempio concreto di psicologia di comunità applicata alla professione.

Perché una comunità professionale cresce quando riesce a pensare insieme, a confrontarsi senza svalutarsi e a riconoscere il valore delle proprie risorse.

MetaPsi lavora per questo.

Per una Psicologia che non abbia bisogno di ridursi per essere riconosciuta.

Per uno Psicologo che non debba sentirsi incompleto per sentirsi legittimato.

Per una comunità professionale più consapevole, più unita e più capace di raccontare se stessa.

  • Enrico Rizzo

    Enrico Rizzo è Psicologo della sessualità maschile e Presidente di MetaPsi Aps. Riceve in studio a Palermo e online.

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