Il sito dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana si presenta come un portale istituzionale ricco, aggiornato e chiaramente operativo. La struttura pubblica comprende aree dedicate all’Ordine, all’albo, ai cittadini, alle FAQ, agli eventi e alla formazione post-universitaria. Questo consente un primo giudizio positivo: non ci si trova davanti a un sito marginale, fermo o scarsamente curato, ma a un portale che restituisce l’immagine di un ente presente, organizzato e dotato di continuità comunicativa.
Il punto critico, quindi, non riguarda la vitalità del sito. Riguarda piuttosto la gerarchia dei contenuti e la distribuzione della visibilità professionale. Anche nel caso siciliano, infatti, il problema non è l’assenza di attività. Il problema è il modo in cui alcune aree della professione risultano molto più strutturate, molto più visibili e molto più simbolicamente forti di altre.
Uno degli elementi più significativi è la sezione dedicata alla formazione post-universitaria, che include le scuole di specializzazione in psicoterapia con articolazione per territorio. La pagina generale sulle scuole e le sottopagine territoriali, come Palermo, Trapani e Catania, mostrano che la psicoterapia occupa uno spazio istituzionalmente molto visibile nell’architettura del portale. Non compare come tema occasionale o accessorio, ma come area stabile, riconoscibile e organizzata della formazione avanzata. Questo è il primo livello della sua centralità.
Il secondo livello è quello organizzativo. Dai verbali pubblici dell’Ordine emerge che il rapporto tra OPRS e sistema delle scuole di psicoterapia non appare occasionale. Nel verbale del 2021 compare un resoconto del primo incontro della consulta delle scuole di psicoterapia, mentre nei verbali del 2025 ricorre il riferimento alle procedure amministrative correnti, comprese le annotazioni ex art. 3 e la revisione della mappa del nuovo sito. Questo rafforza la lettura secondo cui la forte visibilità della psicoterapia nel sito non dipende soltanto da scelte redazionali episodiche, ma da un asse organizzativo stabile.
Il terzo livello è quello culturale-formativo. Dagli eventi pubblici del sito emergono webinar e iniziative a forte contenuto clinico e psicoterapeutico, come Terapie on line: teoria e tecnica, Psicoterapia evolutiva con l’adolescente. Teoria e tecnica, Attacco al corpo nell’adolescenza, psicodinamica e trattamento e altri eventi su tecniche terapeutiche evidence-based o trattamento integrato. Anche questo dato è rilevante, perché conferma che la psicoterapia non è soltanto formalmente presente nel sito, ma occupa una parte significativa della proposta culturale e formativa visibile dell’Ordine.
La combinazione di questi tre livelli rende la lettura critica molto più solida. La psicoterapia è centrale nella struttura del sito, nel raccordo organizzativo con le scuole e nella visibilità della proposta formativa. Questo, però, non significa automaticamente che il sito escluda lo Psicologo non psicoterapeuta. Ed è proprio qui che occorre la massima precisione.
I dati esaminati non consentono di sostenere, in modo rigoroso, che il sito dell’Ordine siciliano escluda sistematicamente gli Psicologi non psicoterapeuti. La formulazione più solida è un’altra: il sito mostra una centralità marcata della psicoterapia nella visibilità della formazione avanzata. Questa distinzione è decisiva, perché separa l’idea di una esclusione formale, che qui non risulta dimostrata in modo generale, da quella di una centralità simbolica e organizzativa, che invece emerge con chiarezza.
Questa differenza tra centralità ed esclusione è una delle parti più importanti dell’analisi. Un sito può essere formalmente aperto agli iscritti nel loro insieme e, nello stesso tempo, costruire una rappresentazione della formazione avanzata fortemente centrata sulla psicoterapia. Proprio questa sembra essere la lettura più prudente e più forte del caso siciliano. Non attribuisce intenzioni all’Ordine. Non forza i dati. Ma rileva una gerarchia dei contenuti sufficientemente evidente.
Un ulteriore profilo delicato riguarda il linguaggio usato nelle pagine informative rivolte al pubblico. La FAQ “Annotazione come psicoterapeuta” chiarisce che per essere inseriti nell’elenco degli psicoterapeuti ai sensi dell’art. 3 della Legge 56/89 è necessario aver conseguito una specializzazione quadriennale dopo la laurea. Questo è un dato amministrativo rilevante e verificabile. Allo stesso tempo, quando nelle pagine dedicate alla professione e alla psicoterapia si usa in forma sintetica il lessico dell’“abilitazione”, è legittimo osservare che tale formulazione può prestarsi a una lettura impropria del rapporto tra professione di Psicologo e attività psicoterapeutica. Anche qui, però, la formulazione critica più robusta resta prudente: si parla di lessico comunicativamente delicato, non di errore giuridico plateale.
Proprio per rendere la critica più ordinata, conviene distinguere anche nel caso siciliano i diversi piani del problema. Sul piano amministrativo, il sito appare ricco e funzionale. Sul piano organizzativo, mostra un rapporto stabile con il sistema delle scuole di specializzazione in psicoterapia. Sul piano culturale e formativo, attribuisce alla psicoterapia una visibilità marcata. Sul piano comunicativo, utilizza talvolta un lessico che richiede particolare attenzione per evitare rappresentazioni troppo semplificate del rapporto tra professione e specializzazione. Questa scansione rende il giudizio più preciso e più robusto.
Nel complesso, il sito dell’Ordine siciliano appare quindi ben costruito come sito istituzionale, ma meno equilibrato nella distribuzione simbolica della visibilità professionale. La psicoterapia e le scuole di specializzazione ricevono uno spazio forte, stabile e ben riconoscibile. Questo non autorizza a dire che il sito neghi il valore dello Psicologo non psicoterapeuta. Consente però di osservare che la formazione avanzata viene rappresentata in modo particolarmente centrato sull’area psicoterapeutica.
La conclusione più rigorosa è dunque duplice. Sul piano istituzionale, il sito OPRS merita un giudizio positivo, perché è visibile, ricco e aggiornato. Sul piano dell’equilibrio comunicativo, invece, mostra una gerarchia dei contenuti in cui la psicoterapia e le scuole di specializzazione occupano una posizione particolarmente centrale nella rappresentazione della formazione avanzata. Più che di esclusione sistematica, è corretto parlare di centralità dell’area psicoterapeutica nella visibilità dell’approfondimento professionale. È questa, allo stato dei dati esaminati, la valutazione più fondata, più prudente e meno esposta a contestazioni.
